El mismo sol
Sono Simon, ho 19 anni e vengo da Roma. Quest’anno è stato il mio primo anno al Caef e anche la mia prima volta in Perù.
A partire dai giorni di preparazione a Villasimius già avevo iniziato a legare particolarmente con gli altri volontari e si era creato un gruppo coeso e accogliente. Cosa che si è riconfermata in aeroporto il giorno della partenza con abbracci e saluti come se ci fosse un legame più duraturo di quei soli 4 giorni.
All’arrivo a Lima ero molto emozionato, in primis per il fatto che mi trovavo in sud america che era un mio sogno nel cassetto da parecchio tempo e in secundis perché sono stato piacevolmente sorpreso dal clima super amichevole.
A Lima abbiamo fatto diverse esperienze tutte toccanti allo stesso modo ma una che mi ha colpito parecchio è stata la visita con l’altra asociazione “Acompáname”. nel quartiere di pamplona. Insieme agli altri volontari dei due gruppi abbiamo intrattenuto per un mattinata i bambini con dei giochi e una fantastica partita a pallone nel campetto, poi abbiamo aiutato a distribuire un pan con pollo e un bicchiere di yogurt da bere per ogni bambino. Entrare nel vivo in quelle realtà, che di solito ero abituato a vedere solo in tv o ne sentivo soltanto parlare, è stato molto impattante per me facendomi riflettere parecchio.
Alla volta di Trujillo, quando siamo arrivati al Caef e abbiamo assistito al benvenuto preparato da tutti i bambini e le educatrici come ho condiviso in qualche condivisione è come se un luce fittissima di speranza e gioia mi avesse investito. Ero felicissimo e al momento della cena un bambino di nome R. mi ha subito preso per mano per cenare vicini insieme.
La prima settimana, che c’era la festa nazionale e che quindi i bambini non avevano scuola, è stata subito molto carica di attività da fare sia la mattina che la sera cosa che ho rimpianto poi nelle settimane successive durante le noiose mattinate senza la presenza dei bambini (che erano a scuola). Inizialmente avevo molta difficoltà a interagire con i bambini per via della lingua, a me quasi totalmente sconosciuta, poi in seguito sono riuscito ad imparare lo spagnolo anche grazie sia a R. che ad altre due ragazze: K. e L.
Lo spagnolo è stata una delle conquiste fatte durante questa esperienza tanto che negli ultimi giorni sono riuscito a scherzare più volte con i bambini, cosa che a me sembrava banale ma quando poi ci sono riuscito da solo ero contentissimo perché significava che ero riuscito ad andare oltre alla semplice comunicazione con loro. Col fatto che ero nel gruppo accademico del rote e che quindi ho dato spesso una mano a fare i compiti, soprattutto ad R. e L., anche grazie a ciò e alle loro correzioni che ho imparato leggermente lo spagnolo.
Sono stato anche un dei 4 volontari che ha organizzato il campamento, ovvero un mini vacanza di qualche giorno fuori dal Caef in cui noi organizzatori abbiamo stabilito l’ordine delle attività e il tema del campamento che quest’anno era Madagascar. Nonostante la parte organizzativa del tutto che è stata stupenda anche grazie agli aiuti di tutti anche da Matilda, che era una veterana dei campamenti, mi sarebbe piaciuto di più stare nel campo e giocare con i bambini… cosa che sono riuscito a fare grazie all’infortunio di una delle volontarie e che quindi ho dovuto sostituire durante un gioco.
Quest’esperienza la consiglio vivamente perché ti fa aprire gli occhi sul dono più bello che ci ha dato la natura: la vita. Ringrazio moltissimo tutti i responsabili per l’occasione avuta e spero di tornare un giorno con qualche chicca in più nel mio vocabolario spagnolo!
Simon




Simon Giovannelli