Sono tornata qui, nella vita dei piccoli, dopo esserne per qualche tempo uscita. Ci penso mentre sono sdraiata nel mio letto; è mattina e devo accompagnare le piccole a scuola. Sono di nuovo qui, l’anno scorso dormivo nello stesso letto da cui mi sono svegliata oggi.
E le cose sono diverse ma sono anche le stesse.
La maggior parte dei bambini sono più alti e vanno in giro correndo per la casa con altri vestiti, ma hanno gli stessi occhi e si ricordavano di me. Come detto, la mia giornata è iniziata accompagnando a scuola le bambine dell’asilo. Riconoscersi è un fatto strano, vedere quello che siamo stati e quello che siamo ora e vedere che le due figure non combaciano ma sono le stesse. E noi lo sappiamo, io so come era la piccola A l’anno scorso, lei sa com’ero e ora sa di me. È come se ci fossimo dette un segreto grandissimo che sappiamo solo noi, e guardandoci lo sappiamo e ridiamo sotto ai baffi, come a dire “lo so che tu lo sai, non dirlo a nessuno o se vuoi dillo a tutti”. Sì piccola A, se vuoi dillo a tutto il mondo, che tu sai chi sono e io so chi sei. Sarà il nostro segreto.
L’anno scorso ho chiesto a qualcuno fra i bimbi di disegnarmi un pesce, volevo tatuarmi le loro sardine nel braccio, così ho conservato i fogli su cui hanno disegnato. E come promesso, quest’anno quei pesciolini si sono spostati dalla carta alla mia pelle. E certe volte vengono JP, o F, indicano i pesci e ridono: “questo è il mio!” “questo è il mio!” “fammi vedere di nuovo, dai dai dai fammi vedere!”
Loro si vedono nella mia pelle. È una cosa che non so spiegare.
La mattina va avanti, un po’ come sempre, organizzando le attività del pomeriggio; torno a prendere i bimbi da scuola, questa volta i mediani, e torniamo a casa insieme. La loro dolcezza mi stupisce sempre, forse proprio perché è la stessa ma non è mai uguale. Mi piace tanto e sto bene.
Nel pomeriggio, come sempre, ci dividiamo in gruppi e facciamo le attività. Io sono nel gruppo sportivo e, in teoria quindi, oggi saremmo dovuti stare nel campo al lato della casa a giocare e fare sport. INVECE, oggi si è rotta la chiave per poterci entrare (il solito imprevedibile Perù) e abbiamo dovuto inventarci una soluzione; i bimbi si sono comunque divertiti, e noi con loro.
Alla fine delle attività abbiamo tempo libero fino alle 20, perciò io e gli altri abbiamo deciso di uscire e andare nella tienda affianco alla casa per riposarci. Poi siamo tornati, abbiamo cenato e, dopo i servizi, subito la condivisione serale, come da programma.
Riconosco fra i volontari visi già visti e visi conosciuti quest’anno. Sento storie e riflessioni mai sentite e mi colpisce sempre quanto ognuno viva ogni giorno diversamente. Oggi è diverso da ieri e da un anno fa. Ripenso al piccolo JP, alla sua smania di vedere i suoi disegni nel mio braccio e penso che sono felice. Forse il senso è proprio lì, non è lontano e non è difficile. Tu lasci un segno su di me. Io non ti lascio, e te lo posso far vedere.
Matilda, seconda volta in Perù





Día 12 - Riconoscersi