Dia 22 - Una visione verso il futuro

Rieccoci, sono di nuovo  Eleonora.

Per dare un senso di continuità a questo nostro racconto dal Perù, riprendo io il filo del discorso. Come tutte le mattine la sveglia ufficiale è impostata alle 7:00; ma puntualmente, tra il canto dei galli e i rumori dei letti a castello dei bambini, i miei occhi si aprono già alle 6:30. E sapete una cosa? Per me non è affatto un problema.

Alcune volte sfrutto questa mezz'ora di quiete per fare un po' di stretching, ma oggi ho cambiato programma: sono salita su nella nostra "stanzetta" (quella dove solitamente facciamo le condivisioni) per ascoltare un po' di musica e staccare la spina prima che la casa si mettesse in moto. Come da routine, alle 7:30 ci siamo ritrovati tutti per rispondere alle domande della condivisione mattutina e darci un input di riflessione per l’intera giornata. A seguire, il momento di preghiera e, infine, la tanto attesa colazione!

Subito dopo ci siamo messi a organizzare le attività della giornata e a programmare i lavori per le rote. Non so se lo sapete, ma io sono inserita nel Gruppo Formazione. Sono davvero felicissima del gruppo che mi hanno assegnato: mi ci rivedo tantissimo e lo sento molto "mio".

Oggi abbiamo dedicato l'intera giornata di formazione a un tema tanto bello quanto complesso: il Futuro. Ecco come abbiamo strutturato le attività per le diverse fasce d'età:


I Grandi (Adolescenti)

Con i ragazzi più grandi abbiamo fatto un lavoro un po' più profondo:

Abbiamo iniziato semplicemente chiedendo loro come stavano, per creare uno spazio sicuro.

In seguito  abbiamo costruito una vera e propria "scatola del tempo" in cui ogni ragazzo ha inserito una lettera scritta al se stesso del futuro. Un momento di grande introspezione.

E infine abbiamo creato un grande cartellone con la parola "FUTURO", dove ogni lettera è diventata l'iniziale di un augurio o di un segno di speranza. Lo appenderemo in classe come promemoria quotidiano.


I Mediani

Per i mediani optiamo sempre di iniziare con la visione di un cortometraggio per iniziare a far viaggiare l'immaginazione.

Abbiamo chiesto loro di indossare dei metaforici occhiali magici e di disegnare come si vedono nel futuro, lasciando spazio anche alle visioni più fantasiose e immaginarie.


I Piccoli

Anche con i piccoli adottiamo la stessa tecnica dei mediani, iniziando con  un piccolo video sul tema del domani.

In seguito, hanno decorato con mille colori il loro personalissimo "cappellino del futuro".


Le attività con i grandi mi piacciono sempre da impazzire. Mi sento partecipe, coinvolta e, soprattutto, questo spazio mi permette di conoscerli davvero e di mettere in pratica tante tecniche e conoscenze apprese nei miei tre anni di studi di psicologia.

Oggi è emerso un tema fortissimo: a molti di loro il futuro fa paura. Non sanno cosa aspettarsi e sono terrorizzati dall'idea di non riuscire a realizzare i propri sogni. Devo ammettere che in questa paura mi ci rivedo un po' anche io. Ma, dopo questo mese passato qui, ho imparato a conoscere le persone meravigliose che sono. Mi auguro con tutto il cuore che riescano a realizzarsi e so che ce la possono fare. Ho cercato di trasmettere loro un pensiero che mi aiuta molto: il futuro spaventa, certo, ma quello che oggi chiamiamo "futuro", un giorno sarà semplicemente "presente", e il presente è decisamente più facile da vivere perché è concreto, tangibile, reale.

I ragazzi, tra l'altro, hanno un radar per i gossip! Hanno notato dei piccoli avvicinamenti tra alcuni di noi volontari ed erano curiosissimi. Volevano sapere come si fa ad avere una ragazza, come funziona, cosa si prova. Io, con il mio spagnolo un po' traballante, ho arrancato cercando di dare una risposta di senso compiuto, dicendo loro che per qualsiasi altra domanda di cuore, io ero a loro completa disposizione!


Prima di chiudere, ci tengo a condividere tre istantanee di questa giornata che porterò nel cuore:

1.  Ho passato del tempo a creare braccialetti con N., Chiara e Matilda. È un'attività che mi rilassa tantissimo e mi ha permesso di legare in modo speciale con N. È diventato un momento tutto nostro per chiacchierare. Abbiamo persino fatto un patto: lei mi insegna le tecniche per fare i braccialetti e io (su sua esplicita richiesta) le insegno qualche parola di italiano.

2. Tra la fine del pranzo e l'inizio delle rote c'è sempre un po' di sano caos generale. Oggi questo caos si è trasformato in una festa e abbiamo ballato tutti insieme. La cosa più inaspettata e bella è stata ballare con D. e M.: mi hanno presa per mano e mi hanno guidata loro nei passi della bachata. Sentire il ritmo della loro cultura, vederli sorridere mentre mi facevano girare e mi insegnavano a muovermi a tempo... è stato un momento di una naturalezza e di una gioia contagiose.

3. La condivisione di stasera è stata diversa dal solito. Abbiamo sperimentato una nuova tecnica ribattezzata da Ale "La Poltrona Frau". Funzionava così: la persona che condivideva doveva scegliere un'altra persona del gruppo che la rispecchiasse, per ricevere un feedback finale. Lo scopo era evidenziare quegli aspetti di sé che la persona stessa non riusciva a vedere. È stato potentissimo scoprire come gli altri notino in noi qualità o sfumature che noi diamo per scontate o ignoriamo del tutto. La cosa che mi ha toccato di più in assoluto è stato l'abbraccio finale che ne scaturiva: sincero, stretto, pieno di significato.


A fine condivisione, come da tradizione, ci siamo preparati per farci una bella spaghettata al sugo tutti insieme. Ci sarebbe dovuto essere anche il formaggio da grattugiare sopra, ma L. lo ha scambiato per un pacco delle donazioni e quindi, beh... il nostro formaggio è stato donato a famiglie più bisognose! (Ci siamo fatti una bella risata).

Adesso è tardi, e mi si chiudono gli occhi e sono un po' stanca.


Vi saluto tutti da qui e vi auguro una buona giornata!


Eleonora T.


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