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Dia 19 - Un piccolo piccolo pezzo di strada insieme

18 August 2026 by
info Compagnia Del Perù
| 1 Comment

Immaginatevi di essere qui con me, in una casa che alle 5.30 del mattino è già sveglia.


È il nostro giorno libero, ma per i bambini è un lunedì come tutti gli altri. Al piano di sopra iniziano a sentirsi i letti che si spostano, le voci di chi deve prepararsi per la scuola. Qualcuno fa fatica ad alzarsi, qualcuno è già in ritardo, qualcuno ha già trovato un motivo per bisticciare. E per chi, come me, ha il sonno leggero, è impossibile non svegliarsi.

Dopo un fine settimana di campamento, il ritorno alla routine sembra ancora più movimentato. I volontari dormono ancora e la casa, piano piano, inizia a riempirsi dei rumori del mattino.

Essendo sveglia, scelgo di alzarmi per proseguire l’inventario delle donazioni. Poi, sentendo il movimento e l’agitazione dei bambini che si preparano per la scuola, mi rendo disponibile ad accompagnarli.


Esco sola con il primo gruppo, mentre J., la “profesora”, rimane ad aspettare L. e Y., che sono in ritardo.


Provate a immaginare questa strada. Uno zaino sulle spalle, qualche passo veloce, tante mani da tenere. Qualche parola scambiata durante il tragitto e qualche domanda che mi arriva troppo veloce per essere capita. Loro continuano a parlare, io provo a stare al passo, tra sorrisi, risate e qualche parola che riesco a capire. È una strada breve. Eppure porta con sé un grande significato. Arrivati a scuola, F. mi tiene stretta stretta per mano e mi chiede di accompagnarla fino alla classe. Poco dopo incontro Y. che mi corre incontro chiedendomi di accompagnarla in classe. Lì ritrovo anche J.P., che avevo accompagnato poco prima. Appena mi vede, viene verso di me e mi abbraccia. «Oggi eravamo in ritardo», mi dice. Mi viene da sorridere. Da insegnante, infatti, il ritardo è una di quelle cose che faccio proprio fatica a tollerare. Eppure, qui, inizio ad accettarlo, ad accoglierlo. Mi sto infatti accorgendo che qui il tempo ha un altro ritmo: le cose accadono, le persone arrivano, le giornate scorrono… semplicemente con un altro tempo, che mi richiede di imparare a non avere sempre fretta.


Torno a casa. L., la cuoca, mi vede e, con il suo gesto gentile, mi scalda l’acqua per il tè caldo. Una piccola attenzione, una di quelle che sembrano niente e invece raccontano molto.

Pian piano anche gli altri volontari iniziano a svegliarsi e, verso metà mattina, usciamo.


Un’altra strada ci porta verso Trujillo. Passiamo la giornata insieme, tra una passeggiata, il pranzo e una breve visita al giardino botanico. Breve perché il traffico ha deciso di prendersi gran parte del nostro tempo.

Poi arriva la strada del ritorno. Quella che ci riporta a casa. Ed è forse questa la strada che preferisco. Perché appena entriamo a casa, i bambini ci corrono incontro e ci riempiono di abbracci, sorrisi, domande. 

In quel momento penso che non serva molto altro.


Credo siano proprio questi i momenti che ricorderò di più. Non le cose grandi. Non le esperienze straordinarie. Le strade. Quelle percorse insieme.

Federica


Da Huanchaco....


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