Marco Castagna

Quella terra che ti cambia e ti fa crescere..

“Cercherò di sbrigarmi con la presentazione… i bambini fremono”

Piccoli passi,risatine,mormorii, questo è stato il primo vero contatto con il Caef, la prima forte emozione. Le parole di benvenuto di Judith sono state dolcemente accompagnate dalla rumorosa impazienza dei piccoli, eccitati per il nostro arrivo, incapaci di aspettare, vogliosi di saltare in braccio al primo povero Italiano ignaro  ( per quanto riguarda noi in partenza per il primo anno) di ciò che da lì a poco sarebbe accaduto. Balli, salti, innocenti risate . Da dove viene tutto questo affetto? Cosa ho fatto per meritarlo?  E chi sono questi nani sorridenti che mi si lanciano al collo, che mi usano come cavallo, che mi abbracciano?

“Gruppo Torreeeeees, stiamo uscendoooo”

Sono stato inserito nel gruppo per Taquila e Torres, due villaggi nei pressi di Trujllo,raggiungibili in combi (pulmini) e mototaxi (da vedere,sono indefinibili) .La situazione è differente rispetto al Caef. La povertà è ciò che accomuna i bimbi di questi luoghi surreali.

Terra e sabbia, terra e rocce, terra e sorrisi.

Le attività erano divise in due, sia per il gruppo grandi che per il gruppo piccoli: una prima parte di lavoro manuale ( costruzione di oggetti con cui giocare,cartelloni,disegni …) differenziata per le fasce di età, e una seconda di giochi e tornei tutti insieme. E’ stata dura mantenere la disciplina, sono delle piccole scimmiette tanto nell’uno quanto nell’altro villaggio, vogliono giocare, vogliono fare ciò che più desiderano perchè gli italiani sono lì per loro, lì per farli divertire,per insegnargli, per far passare loro tre fantastiche settimane. E’ tanto difficile seguirli,quanto gratificante notare anche un minimo cambiamento nei comportamenti. Notare che servi realmente a qualcosa, che non stai lì per fare il pagliaccio ma fungi da educatore oltre che animatore. I bambini apprendono in fretta, anche dall’altra parte del mondo, la difficoltà sta nello scovare le vie giuste per far si che ti seguano e che ti rispettino come loro “professore” .

L’esperienza più forte,a mio avviso, è quella del Campamento. Tre giorni e due notti di full immersion nella vita dei bambini. Una sorta di camposcuola in questa struttura ben attrezzata dove vivi 24h su 24 insieme a loro. Improvvisamente ti ritrovi responsabile di una stanza composta da 6 maschietti,insieme ai quali dormirai e che dovrai mettere a letto, svegliare la mattina (generalmente è il contrario,sono loro che svegliano te) , far lavare,mangiare,giocare nelle rispettive squadre,radunare… e tutto da capo.

“No, non si fa” “Venite qui e state zitti” “Fermi voi due” “Forza, facciamo una fila”  da quando sono diventato Papà? Da quando sono diventato papà di 6 pazzi?  Ho provato un senso di responsabilità mai vissuto prima. Loro seguono te, devono seguire te. Sbagliano? Li rimproveri. Risbagliano? Castigo. Devono fare pipì alle 4 di mattina? Li porti a fare pipì alle 4 di mattina e sei stranamente contento di farlo. Sono lì in fila che scalpitano, vogliono divertirsi, giocare, correre. Il campamento dura poco ed è una volta l’anno, bisogna sfruttare ogni istante. Sanno però,o imparano nelle prime ore, che se non ti seguono vengono rimproverati, se rimproverati perdono tempo,altro tempo prezioso. Così l’ultimo giorno assisti alla scena del più grande della stanza che mette in fila i suoi compagni,guardandoti e aspettando che tu dia loro il via per andare a lavarsi.

Sono cambiato. Non è stata un’esperienza di passaggio,vissuta e lasciata. Il cambiamento non è a livello caratteriale,ma prettamente mentale. Consapevolezza. So cosa c’è lì, so come vivono e so l’importanza del lavoro del Caef. Non è facile assimilare e descrivere,non è facile per niente. Sì il sorriso dei ragazzini, i giochi , il lavoro nella terra… possibile che sia solo questo? C’è qualcosa di più in Perù, qualcosa che va oltre, che ti ancora a questa esperienza e che dopo un mese dal ritorno non ha abbandonato per un solo giorno i tuoi pensieri. L’insieme ti rimane impresso, tutto ciò in cui ti ritrovi immerso… tutto.

 

Marco Castagna