Lenka Ceskova

Alla ricerca della vera Bellezza

Sono felice e contenta,” così ha descritto la sua idea di bellezza Elisabeth. Con lei, sua sorella ed altri bambini di Caef ho trascorso uno dei più incredibili mesi nella mia vita – scoprendo la bellezza nelle diverse forme dell´arte ma sopratutto nelle altre persone.

Tutto ha cominciato un anno fa quando ho “assaggiato” per la prima volta il “gusto” dell´America Latina. Che accoglienza, semplicità e calore umano! Ma anche grande povertà… Sono rimasta affascinata da questo mondo totalmente diverso dal mio, con un profondo desiderio di tornarci, di continuare ad imparare che cose sono veramente importanti nella vita. Al Caef e nella realtà dei bambini che vivono in povertà alla periferia di Trujillo ho trovato il luogo privilegiato per impararlo.

Andare in Perú è stata una grande sfida per me. Sono partita con un gruppo degli italiani di cui non conoscevo bene nessuno, e (essendo della Repubblica Ceca e non avendo mai vissuto in Italia) a volte neanche li capivo bene… Sono partita per superare le mie sicurezze, per fare un passo avanti, per fare le cose che non ho mai fatte prima o in cui non sono brava per niente… e sono tornata nella mia infanzia per crescere un po´ insieme con i nostri bambini.

Mi hanno messo nel gruppo che lavorava al Caef, e mi sono trovata a casa con la mia famiglia. Ho scelto di lavorare con i più piccoli, semplicemente perchè non sapevo  cosa fare con i grandi e perchè parlavo male lo spagnolo… e mi sono trovata ad essere una sorella più grande dei piccolini, una bambina che con gli altri bambini impara le cose nuove. Una bambina che con i più piccoli parla nel silenzio dei nostri cuori e solo pian piano impara a parlare anche con le parole.

Come tema pricipale per il lavoro a Caef abbiamo scelto la bellezza e le sue diverse forme artistiche. Così ho imparato a fare maracas, a costruire un´elefante da una pietra, a disegnare diversi animali… Spesso facevo semplicemente una babysitter del bambino più piccolo. Spesso aiutavo nella cucina, non essendo molto brava neanche là e cercando di imparare quanto possibile. A volte sembrava una semplice vita quotidiana di una grande famiglia. A volte volevo lasciare questa quotidianità per fare le cose diverse… ma poi mi sono resa conto che grazie di questa esperienza, stando sempre là a casa, posso forse capire meglio come si sente un bambino che può uscire solo per andare a scuola…

Due momenti speciali nella vita con i bambini sono stati il campamento e il battesimo e le prime comunioni di alcuni bambini. Dopo tanti anni sono andata ad un campamento dove non sono stata fin dai miei dieci anni! Durante il battesimo e le prime communioni ho rivissuto il mio battesimo e la mia prima comunione dell´anno scorso. Sapendo che anche alcuni di loro sono stati battezzati nello stesso anno di me mi ha avvicinato a loro ancora di più –camminiamo e cresciamo insieme come figli di Dio…

Il momento forte e del tutto personale è stata la despedida, che come ha ha sottolineato Judith, non significa Addio ma A presto! Come ai bambini alla festa di benvenuto anche ad ognuno di noi hanno dato un nome – Tu per noi rappresentil´opportunità! E così Caef per me rappresenta l´opportunità di trovare la famiglia, di crescere, di imparare ad amare gli altri ma anche di lasciarsi amare da loro, di scoprire la vera belleza nella nostra vita. La belleza che si trova degli occhi, nei sorrisi e nei cuori degli altri. La bellezza di Cristo rappresentato come uno smiley, di un sorriso sdentato di una piccolina, di una strada asfaltata in mezzo alla sabbia ed alle baracche, dei bambini pieni di gioia e allegria in mezzo alla povertà estrema… La bellezza di un bambino che salta sulla tua schiena, che si appende sopra la tua testa quando giocate a caballito, che vuole mangiare il tuo naso, che “decora” il tuo maglione con la colla… che grida il tuo nome e salta tra le tue braccia appena ti vede. La belleza della vita nell´amore.

Lasciare il Caef è strano perchè uno si sente come se dovesse lasciare i suoi fratelli. Avendo lasciato Caef uno si sente incompleto, con il cuore essendo sempre là con i bambini. Non sono riuscita a salutare bene i miei piccolini perché nel momento di arrivederci alcuni volevano comportarsi come se niente dovesse cambiare… Uno si è nascosto sotto il tavolo, disegnando. L´altra bambina voleva continuare a giocare a nascondino e poi mi ha chiesto di raccontarle una favola per la buona notte. Non si è potuto più fare e quindi ho lasciato Caef con il profondo desiderio di tornarci a raccontarle la prossima volta…

Lenka Ceskova