L’emergenza coronavirus continua, in Perù

In Perù l’emergenza coronavirus non è ancora finita 

I morti a causa della pandemia da Coronavirus, ad oggi sono 190.906. In 200 sono mancati solo il 21 giugno, l’ultima volta in cui il Ministero della Salute del Perù ha reso noti i dati sui decessi.

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Il numero delle vittime è cresciuto esponenzialmente quando il comitato tecnico scientifico peruviano ha aggiornato i criteri per il conteggio dei decessi. Questa novità ha reso il Perù il paese più colpito al mondo dalla pandemia.

La situazione resta critica non solo per via delle temperature invernali, ma anche per l’arrivo nel paese della variante Delta e della possibile variante Lambda. La Lambda si è mostrata per la prima volta in Perù nell’agosto 2020, e ora è sotto osservazione da parte dell’OMS.

Le tensioni politiche non aiutano

Non aiuta il clima di tensione politica che accompagna il paese dalle elezioni di aprile. E purtroppo il ballottaggio tenutosi il 6 giugno tra il candidato di estrema sinistra Pedro Castillo e quella della destra populista Keiko Fujimori non ha ancora decretato un vincitore. La differenza di voti è minima (circa 71.000). Per questo la candidata perdente ha chiesto il riconteggio di 200.000 schede elettorali.

Insomma, l’unico risultato definitivo di queste elezioni è la spaccatura del paese. Le popolazioni più povere ed emarginate, delle regioni andine e della foresta amazzonica, hanno votato per il candidato di estrema sinistra. Le aree metropolitane della costa hanno invece preferito la candidata populista.

La situazione dentro la casa

Il perdurare dell’emergenza sanitaria ha costretto gli operatori del Caef ad una scelta coraggiosa: turnarsi in due equipe da 5 persone ogni 30 giorni, per proteggere il più possibile i bambini dal rischio di contagio.

inondazione-emergenza-caef-perùPurtroppo però l’equipe in turno la scorsa settimana ha dovuto affrontare un’ulteriore emergenza: l’esondazione del canale che costeggia la casa. Il fango e l’acqua melmosa hanno completamente inondato la casa, causando danni notevoli a mobili, elettrodomestici essenziali (come il frigorifero e il freezer) e documenti. Fortunatamente l’acqua non ha raggiunto l’aula in cui si trovano i PC e tutti gli strumenti acquistati grazie alla campagna “Regala 1 Giga”.

Una ditta specializzata ha aspirato l’acqua il giorno stesso dell’inondazione. Gli operatori hanno immediatamente sanificato tutte le superfici colpite. Stiamo ancora contando i danni materiali, sempre consci che l’incidente potrebbe avere anche conseguenze non visibili dal punto di vista igienico sanitario, essendo quelle del canale acque fognarie.