Dia 21 – Esfuerzo, Paciencia y Dedicación

Nella seconda giornata di campamento i bambini hanno incontrato il terribile granchio Tamatoa e hanno dovuto mettere in scena due spettacoli teatrali per distrarlo e permettere ad Oceania di recuperare l’amo di Maui.

Hola a todos !

Soy Yoshe “la profe peruana” como me decían los niños del caef.

Realizar el voluntariado fue una de las experiencias más grandes de toda mi vida y que es imposible de sacarlo de mi corazón.

Aun recuerdo el día que llegue a la casa de tuty, estaban todos los niños emocionados de ver a los italianos para jugar con ellos otra vez.

Ser peruana me hizo ver todo desde otra perspectiva a diferencia de los voluntarios italianos que trataban de hacer su mayor esfuerzo para adaptarse a nuestro idioma, gastronomía y cultura.

Pensé que por tener experiencia trabajando con niños y sobretodo el idioma a mi me sería un trabajo fácil y sencillo, pero me di con la gran sorpresa que el voluntariado no es solo jugar y bailar con los niños, es un trabajo que requiere de mucho esfuerzo, Paciencia y dedicación.

Ver a Silvia en el patio con D. me hacía pensar muchas cosas , porque no habla? Porque no juega con los otros niños del caef? Yo solo quería ver que él pudiera socializar con los otros niños  sin forzarlo a nada y que todo sea muy natural, me di cuenta que le gustaba mucho cantar y bailar la canción del gallo “BARTOLITO”.

Cada tarde  antes de cenar debíamos bailar con él sus canciones favoritas para que pueda socializar con los niños y voluntarios.

Sentir que D. te tiene la confianza de llevarte de la mano a la mesa y decirte “puedes comer conmigo pero tienes que terminar toda tu comida” es algo que para mi no tiene precio , esa satisfacción de que hiciste algo muy pequeño pero que ayudó mucho a un niño que necesita amor y confianza.

Una de las cosas que más me sorprendió definitivamente es cuando Judith llegaba a la casa , todos los niños tenían una sonrisa grande , corrían a recibirla para darles muchos besos y abrazos, era como si llegar el Ada madrina para darles el amor de madre que ellos necesitan.

Esta vez es distinto, el mundo cambió TODO y aunque quizás no podemos estar juntos físicamente con ellos , tratamos de hacer todo lo posible para que ellos se diviertan y sientan nuestro amor aunque por zoom .

Espero que todo esto acabe pronto para poder darles un abrazo gigante a mis niños y poder bailar BARTOLITO.

Ciao a tutti!

Sono Yoshe “la profe Peruviana” come mi chiamavano i bambini del Caef.
Il volontariato è stata una delle più grandi esperienze della mia vita ed è impossibile togliermelo dal cuore.
Ricordo ancora il giorno del mio arrivo alla Casa di Tuty, tutti i bambini erano entusiasti di vedere gli italiani e di giocare di nuovo con loro.

Essere peruviana mi ha fatto vedere tutto da un’altra prospettiva a differenza dei volontari italiani che hanno fatto del loro meglio per adattarsi alla nostra lingua, gastronomia e cultura.
Pensavo che avere esperienza di lavoro con i bambini e soprattutto la lingua avrebbe reso il mio lavoro facile e semplice, ma sono stata sorpresa di scoprire che il volontariato non è solo giocare e ballare con i bambini, è un lavoro che richiede molto sforzo, pazienza e dedizione.

Vedere Silvia nel parco giochi con D. mi ha fatto pensare a molte cose, perché non parla? Perché non gioca con gli altri bambini? Volevo solo vedere che poteva socializzare con gli altri bambini senza forzarlo a fare nulla e che tutto era molto naturale, mi sono accorta che gli piaceva molto cantare e ballare la canzone del galletto “BARTOLITO”.

Ogni sera, prima di cena, dovevamo ballare con lui le sue canzoni preferite, in modo che potesse socializzare con i bambini e i volontari.

Sentire che D. ha la fiducia di portarti per mano al tavolo e dirti “puoi mangiare con me ma devi finire tutto il tuo cibo” è qualcosa che per me non ha prezzo, quella soddisfazione di aver fatto qualcosa di molto piccolo ma che ha aiutato un bambino che ha bisogno di amore e fiducia.

Una delle cose che mi ha sorpreso di più è sicuramente quando Judith è arrivata a casa, tutti i bambini avevano un grande sorriso, correvano a salutarla per darle tanti baci e abbracci, era come se la Fata madrina fosse arrivata per dar loro l’amore materno di cui hanno bisogno.

Questa volta è diverso, il mondo è cambiato TUTTO e anche se non possiamo stare insieme fisicamente con loro, cerchiamo di fare tutto il possibile per farli divertire e sentire il nostro amore, anche se è solo uno zoom.

Spero che tutto questo finisca presto per poter dare ai miei bambini un grande abbraccio e ballare il BARTOLITO.

Yoshe

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