Dia 14 – Non siamo mai veramente distanti

Come l’anno scorso eccoci di nuovo ad organizzare un campo a DISTANZA, parola che purtroppo é diventata ormai di uso comune.

Ma cosa saranno mai 10.483 km rispetto al forte legame, che ormai da tre anni, mi tiene legata al Caef, tanto da essere stato argomento della mia tesi di laurea.

Si, sono passati già 3 anni da quando ho avuto la grande fortuna di entrare a far parte della famiglia della CdP. Quello che ho avuto modo d’imparato grazie a tutti i volontari é che non siamo mai veramente distanti se continuano a lavorare insieme e fare la nostra parte per raggiungere un obiettivo comune.

Ecco perché quando é arrivata la richiesta di partecipare all’organizzazione del campo, pensando a delle attività per i bambini, non mi sono tirata indietro.

Così con il mio pessimo spagnolo, che proprio non riesco a far migliorare, mi sono messa nuovamente in gioco.

Seduta davanti alla telecamera mi sono messa a registrare. Quante volte ho dovuto ricominciare da capo per una pronuncia sbagliata o una frase senza senso. Però nonostante le difficoltà volevo anche io fare la mia parte.

Allora eccomi a pensare a due attività: una che richiamasse il tema del rispetto dell’ambiente e l’altra il tema del viaggio.

Per la prima attività sono tornata indietro con la menta al mio primo campo al Caef nel 2019. Ero nel gruppo dei piccoli e con loro, io e gli altri volontari,  raccontavano tante storie accompagnate sempre da dei lavoretti. Così ho pensato di unire le due cose. Mentre scrivevo la storia e mi ingegnavo a pensare come costruire un aquilone con materiali di riciclo mi ritornavano in mente tutti i momenti vissuti con i miei niños. Mi sono tornati in mente i loro sorrisi e i loro occhi soddisfatti, dopo aver portato a termine con gran successo una delle attività proooste. Così come la gioia di avere imparato qualcosa di nuovo.

Anche se sono cresciuti, e ci sono tanti nuovi volti tra di loro, mentre preparavo l’attività mi sembrava di essere li con loro e sentire le loro voci e le risate causate dal mio modo di parlare.

Per la seconda attività, quella legata al viaggio, volevo portare un po’ della mia città in quella casa che, anche se tanto lontana, ha sempre un posto molto speciale nel mio cuore.

Così ho preso in mano la mia camera e mi sono messa a girare per le strade della mia città per immortalare i punti più belli.

Mi emoziona molto pensare che i bambini del Caef possano vedere i posti dove sono cresciuta e che sono tanto speciali per me.

Giada, Cantù

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