Dia 17 – Una lampada per tutti i desideri

Quando Ginevra mi ha detto che con Chiaretta avevano pensato ad un Campamento a distanza, mi è sembrata una trovata pazzesca e ragionandoci su ci siamo dette: ma perché non fare tutto un vero campo a distanza? Ci servono 20 attività diverse, ce la facciamo?

Ed è così che piano piano, idea dopo idea, proposta dopo proposta, mano dopo mano, è venuto fuori questo progetto stupendo. Mi piacerebbe ringraziare una ad una le persone che sono partite in questo campo 2020 con me, perché ogni attività, ogni video, ogni idea è stata pensata e proposta con tanto amore, che poi è alla base di ogni cosa che vale.

In tutta l’organizzazione di questo grandioso Agosto En Octubre sono finita per caso all’attività della Lampada dei desideri, che alla fine invece era proprio la più bella che potesse capitarmi.

Se c’è una cosa che ho imparato al Caef, sopra alle tantissime infinite lezioni di vita ricevute, è credere con forza nei miei sogni.

Quando 14 anni fa sono arrivata in Perù per la prima volta ero molto giovane, con tanti sogni e grandi ideali e la cruda realtà con cui mi sono scontrata ha messo in crisi tutto, facendo aumentare la mia rabbia verso un mondo troppo ingiusto e infinitamente incurante, e rafforzando la mia voglia di cambiarlo.

“Un sueño llamado CAEF”, è la frase apparsa sulla parete gialla dove Judith e Mariajose proiettavano il video di presentazione del Caef il giorno della bienvenida di quell’agosto 2007, la mia prima volta lì, seduta nell’ingresso della Casa insieme ai miei compagni di viaggio.

Quella frase non è mai andata via dalla mia mente, ricordo ancora benissimo anche le voci dei bambini che l’hanno letta appena comparsa, ma in quel momento non sapevo ancora bene cosa significasse.

In quel mese di campo ho pianto tanto, si è vero, e ancora oggi vengo presa in giro per questo, ma io sono fatta così: vivo tutto molto intensamente, molto molto intensamente. Questa caratteristica del mio essere non credo di poterla mai cambiare e forse in realtà neanche voglio.

Ma per me ogni singola cosa era (ed è) estremamente forte: la storia di O. che a 4 anni raccontava piangendo di come era stato costretto a trasportare l’acqua con le sue minuscole gambe, che aveva perso sua mamma e di quanto gli mancasse. Le volte in cui C. aveva bisogno di tenermi la mano, gli abbracci di L. e degli altri piccoli. La sera nei lettini a dare gli ultimi baci della buonanotte, la colazione tutti insieme con le tazze di plastica verdi.

Incredibile come in poche ore, da quel video della bienvenida visto appena arrivata, ero diventata parte integrante di quella realtà che stavo vivendo. Mangiare insieme, le docce fredde, le storie della buonanotte, accompagnare a scuola quei bambini che fino a poche ore prima erano sconosciuti, era la cosa più normale del mondo. Come lo era sentire mie le loro storie di immensa sofferenza.

Questo non è mai cambiato. Quando sono andata via dal Caef (che all’epoca non era ancora Casa de Tuty), ho promesso ai bambini e a me stessa, che sarei tornata, che gli avrei scritto e non si sarebbero mai dimenticati di me, ne io di loro.
Quando sono tornata in Italia non è stato affatto facile riprendere la mia vita, ho continuato per molto a sentire quel dolore dentro provocato da tutte le ingiustizie che in quel poco tempo avevo conosciuto da vicinissimo. Ho scritto lettere ai bambini ogni mese, mandavo gli auguri di compleanno ad ognuno di loro. E l’anno successivo, ovviamente, sono tornata. E quello dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora ahahahhahaha non ho mai smesso di tornare in Perù, mai.

Tutti i miei viaggi, per 10 anni, hanno portato sempre li, a quella casa sperduta nella Campiña de Moche, che nel frattempo diventava sempre più grande e bella. Anno dopo anno, sono cresciuta con il Caef nella mente e nel cuore. Ho avuto l’immensa fortuna di vivere la casa in tanti diversi momenti dell’anno: il mio compleanno, il Natale, le estate, gli inverni. Ho passato tanto tempo ad ascoltare e tanto anche a trovare il modo di farmi ascoltare e capire.

Judith e Mariajose non mi hanno aperto solamente le porte del Caef, ma hanno aperto le porte delle loro case, hanno condiviso con me quello che di più prezioso hanno: la loro famiglia. Credo sia proprio questo che mi ha permesso negli anni di costruire una relazione così solida con loro, di creare un canale di comunicazione diretto e chiaro. Sono molto orgogliosa di questo, perché è valsa tutta la fatica.

Il mio ultimo viaggio in Perù risale al 2018, quando sono andata con mio marito e mia figlia. Anno in cui inoltre sono uscita dal consiglio direttivo, per diventare dipendente della Onlus. Per questo dico che non ho mai smesso di tornare in Perù, perché la distanza fisica non ha mai inciso sul mio impegno nei confronti del Caef. Oggi sono una donna diversa da quella seduta all’ingresso della Casa quel giorno della bienvenida, una donna cresciuta, con nuove responsabilità, che prova ogni giorno a mettere a disposizione di questa grande famiglia esperienza e professionalità, sempre con lo stesso grande amore.
E se oggi, dopo 14 anni, piango ancora quando parla Judith,  quando ascolto le storie dei bambini, o se devo fare una condivisione con i miei compagni è proprio perché credo nel Caef più di ogni altra cosa al mondo. Credo in Judith e credo in noi.

Stasera i bambini della Casa de Tuty metteranno i loro desideri all’interno delle lampade che abbiamo costruito insieme e non posso fare altro che augurargli con tutto il cuore che un giorno possano esaudirsi tutti.

Anche io metterò i miei nella lampada.

Desidero che tutti i bambini possano avere la loro seconda possibilità ed incontrare un Caef che li salvi dalle brutture del mondo.
Per i miei figli desidero la stessa fortuna che ho avuto io, conoscere un Caef, avere compagni di viaggio come i miei da cui imparare sempre. Sentirsi ispirati, forti, determinati e avere coraggio e voglia di cambiare il mondo.

Ambra, Roma


 

Video e attività proposte dai volontari per il giorno 17 del Campo a distanza

 

 

 

 


I bambini della Casa de Tuty all’opera!!

 

 

 

 

 

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