Dia 9 – Pedacito

La prima volta che ho messo piede in terra peruviana ero una diciottenne fresca fresca di maturità, piena di voglia e curiosità e il CAEF mi ha travolta, richiamandomi a sé per le due estati successive. Non posso quantificare il desiderio e l’emozione di poterci tornare quest’anno per ben due mesi, fresca fresca di laurea, con la stessa voglia e curiosità e un po’ più cresciuta. Purtroppo quest’anno ci ha tolto tanto, a me ad esempio ha tolto una discussione di laurea come si deve e il tanto desiderato ritorno al CAEF dopo due estati di assenza. Non è riuscito però a toglierci la voglia, l’amore e la dedizione che investiamo in questo progetto.

In questo campo a distanza ho prima coinvolto Amath, mio grande compagno di avventure con cui ho condiviso il primo campo e che mi ha dimostrato quanto si può continuare a tenere a un progetto anche senza più tornare. Per vedere l’esito di una domenica in cucina dovrete però aspettare venerdì 16, ma ne vale la pena: è una specie di cortometraggio in stile soap opera latino americana.

Sulla scia dell’emozione di essermi sentita di nuovo in una casa gialla con una cucina enorme e due cortili, ho deciso di condividere una delle cose che mi vengono meglio: leggere. Per i miei pequeños incerti e in crescita ho scelto Pezzettino del grande autore per l’infanzia Leo Lionni, trasformato per l’occasione in Pedacito. Lettura che, tra l’altro, raccomando a chiunque condivida la sua vita con bambini tra i cinque e i sette anni, ma anche ai più adulti.

Leo Lionni ci regala il delicato racconto di Pezzettino, un piccolino che crede di essere un parte di qualcun altro, perché troppo piccolo rispetto a tutti gli altri che incontra sulla sua strada. Viaggia e viaggia alla ricerca di qualcosa che lo possa completare, fino poi a scoprire che era già integro e anzi, composto a sua volta da tanti altri piccoli pezzi: “io sono me stesso!”. Uno degli insegnamenti che ho ricevuto dal CAEF e dall’equipo meraviglioso che ci lavora è che siamo persone compiute e complesse, per quanto fragili e piccole. Non posso augurare altro che ai miei peques che imparare a riconoscersi come se stessi ed esserne felici.

Con la speranza di poter tornare il prima possibile tra le braccia della mia famiglia peruviana e di Mamy Tuty, sono contenta e orgogliosa di tutti i volontari che insistono e continuano a fare di questo progetto la propria quotidianità. Tutti insieme lo rendiamo così speciale e unico, proprio come Pedacito è unico, ma composto da tanti piccoli pezzi.

Beni, Torino, 3 campi (+1)

 


 

Video e attività proposte dai volontari per il giorno 8 del Campo a distanza

 

 


 

I bambini della Casa de Tuty all’opera!!

 

 

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