Día 11 – Si torna a scuola

Qui è mezzanotte e, dopo aver ingurgitato circa 400 gr di spaghetti al sugo, (si mamma fuori da casa lo mangio) riordino le idee e tento di dare un nome alle emozioni che anche oggi mi hanno travolto e stravolto.

Oggi i bambini hanno ripreso la scuola dopo le vacanze e io, impaziente, ho lottato con gli altri volontari per poterli accompagnare. Ci tenevo in modo particolare perché mi ricorda il campo dell’anno scorso in compagnia dell’unica ed inimitabile queen, la profe Ludo. Volevo ribadirti quanto la tua presenza sia costante e viva. Ci manchi!

Il ritorno a scuola mi fa pensare al mio rientro al Caef. Un po’ come quando rivedi i tuoi compagnetti che tanto ti sono mancati e ti chiedi se si ricorderanno di te, se saranno cresciuti, se avranno tante belle cose da raccontarti. Così è stato rivedere questi bambini meravigliosi che animano le nostre giornate dalle cinque del mattino. Con la differenza che le mie vacanze non sono durate un mese ma un anno. Anno tra l’altro lunghissimo in cui sono successe tante cose che mi hanno cambiata, arricchita, spaventata. Inutile raccontare l’emozione dell’incontro e lo stupore dei dettagli che hanno intrappolato nelle loro menti come il ricordarsi dei miei occhiali che non sono più viola come l’anno scorso ma neri. Inutile dire quanto loro siano stati presenti nella mia vita di tutti i giorni, quanto questo meraviglioso progetto che si chiama Compagnia del Perù Onlus sia stato per me motivo di rinascita, di fede e di speranza. 

La giornata prosegue poi dopo il primo momento di condivisione e preghiera tutti insieme, con la colazione, momento di comunità che coglie le sfumature delle più grandi famiglie: chi si contende la palta, chi ancora non si è del tutto svegliato e non ha voglia di parlare, ma come in tutte le circostanze che contraddistinguono questa casa magica, siempre juntos. 

Come tutte le giornate più tipiche del Caef, ti ritroverai poi a preparare le attività del pomeriggio. Non importa se poi non le svolgerai per tutta una serie di sfortunati eventi: dal sindaco di Moche, al ritiro degli adolescenti, al controllo del materiale scolastico oppure l’acqua che manca o ancora la fogna che si rompe. Se in questo posto hai un programma, devi partire con l’dea che al 90% non verrà rispettato. Questo ti insegna a vivere quando poi torni in Italia nella vita di tutti i giorni perché ogni momento può essere una sorpresa ma sta a te decidere se vederla come un’opportunità oppure un problema.

La mia mattinata prosegue poi con alcune commissioni da fare in centro nella città di Trujillo, ovviamente in compagnia di due splendide guardie del corpo: Simone e Pedro. In loro trovo un senso di protezione e sicurezza. Così mi vengono in mente tutte le persone con cui ho condiviso l’esperienza passata e i rapporti senza confini che questi campi ti donano. Posso affermare con sicurezza di avere una casa in giro per l’Italia. Inutile dirvi che siete qui con me, con noi. Tra un turno di pulizie, una riunione o il preparare le attività. Questa casa parla anche di voi.

Dopo il pranzo a base di riso, pollo e patate alla huancaina, inizia il turno di pulizie che mi spetta: il fantastico lavaggio piatti e così ci troviamo a cantare la playlist di spotify del più classico cantautorato italiano. La frase che mi rimane è quella della donna cannone: “E senza dire parole nel mio cuore ti porterò.” 

Viene poi il turno dei compiti, tallone d’Achille del gruppo dei grandi. Ti ritroverai a fare i compiti più assurdi come far ricopiare le istruzioni dei giochi di società per la materia comunication o  fare dei calcoli di matematica semplicissimi ma che ai loro occhi sono astrusi. E ti scontrerai con questa cattiva realtà perché ti renderai conto di essere nato dalla parte giusta del mondo dove le lezioni a scuola sono sempre garantite e il livello è così alto da poter accedere alle migliori università. Tutto questo però senza averlo chiesto, senza averlo voluto e forse, dico forse, nemmeno apprezzato.

La serata si conclude con la famosa condivisione lunga. Le ore passano mentre noi, seduti in cerchio, offriamo agli altri i nostri segreti, i nostri ricordi. Improvvisamente quelle che pensavamo essere le nostre debolezze diventano le nostre ricchezze che custodiamo e ci rendono unici, forse fragili, ma pur sempre noi stessi. Ringrazio il gruppo per aver condiviso una parte delle loro anime, come ha detto Simone. Siete una forza della natura e sono lusingata per essere stata anche io coinvolta in questa rete di fiducia e complicità. Porterò nel cuore le vostre storie, le vostre lacrime, i vostri respiri sofferti per trattenere il mondo che avete dentro per paura di farlo uscire come un uragano.

E per i più esperti, qual è il momento più bello di questa giornata? Ovviamente la mega spaghettata da 8 Kg. Che ti mancavano quasi quanto il bidet che ti aspetta in Italia oppure il buttare la carta igienica nel water e non più nel cestino perché le tubature sono grosse a sufficienza. Vi direi quasi quanto ti manca l’acqua calda ma ormai qui ci siamo evoluti e quella non ci manca. Non ci sono più i campi di una volta!

Un saluto alla mia splendida famiglia, la stella del mio firmamento. Un abbraccio a tutte le persone che mi pensano dalla mia città. Non me ne vogliate se non ho la connessione ed è da quando sono partita che sono sparita. Con un po’ di egoismo ho deciso di vivere a pieno questa esperienza e solo staccando dalla realtà questo mi è possibile.

P.S Purtroppo le ingenti quantità di riso si stanno facendo sentire e Chicchi ha creato per me un nuovo motto in vista del matrimonio di una mia carissima amica che avrò proprio al rientro.

Damigella Porcella is the new black

Eleonora, 25 anni Cagliari 

Commenti

Mamma di ele

Quando arrivano notizie dal campo, le lacrime agli occhi sono ormai una consuetudine, (non perché a casa non mangi la pasta al sugo). Grazie perché ci fai sentire un po’ parte di questo tuo percorso. Un abbraccio a tutti.

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Gianni

Brava Lella.. siamo fieri di te A parte che mi hai fatto mangiare una quantità industriale di pasta corta mentre in Perù magni gli spaghetti
Tvb papy il tuo primo sponsor

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Roberta

Non ho neanche provato a riscriverti da quando ho visto il tuo ultimo accesso ho intuito la tua giusta scelta , qui ci manchi , i preparativi continuano con te lontana ma sei sempre nei nostri pensieri , Inutile dirti che Fili cresce a vista d’occhio e non vediamo l’ora di abbracciarti, ma tu abbraccia quei bimbi meno fortunati di noi anche da parte nostra promettimelo .
È troppo importante quello che stai facendo , sarà importante raccontarlo soprattutto a chi non ne ha la più pallida idea di quello che succede dall’altra parte del mondo , sarà importante raccontarlo a Filippo e chi meglio di te potrà farlo ..?
Buon proseguimento di Caef tesoro un grosso bacio da tutti noi , siamo tuoi fan ♥️

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Ludovica

La sveglia all’alba dopo poche ore di sonno solo per fare quel tratto di strada insieme a loro, camminare mano nella mano verso la scuola, salutarli uno ad uno prima di lasciarli entrare, tornare da sole a casa e parlare di quanto quel semplice gesto quotidiano ci riempiva il cuore già dai primi attimi di una giornata che ce ne avrebbe regalati altri miliardi! Custodisco gelosamente questo ricordo con te ❤️ per non parlare della colazione, dei compiti dei ragazzi grandi, della condivisione lunga e della spaghettata…Grazie, perché è con questi racconti che mi sembra di essere lí come vorrei!

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Silvi, Cogo e Mia

Un saluto a tutto il CAEF e buon rientro a scuola ai meravigliosi bimbi che grazie ai vostri racconti abbiamo imparato a conoscere e ad amare
Zazu nostra, sei un esempio da seguire!
Il bene che ti vogliamo è immenso❤

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