Día 10 – È meglio sbagliare amando che sbagliare non amando

È domenica ma questo non impedisce ai bambini di richiamare la nostra attenzione: urla, pianti fanno da sottofondo fin dalle prime ore del risveglio; eppure oggi potremmo stare a letto un po’ di più!

Dopo aver tergiversato un poco mi alzo, metto sopra una felpa e scendo per la colazione; subito incontro Y. nel corridoio che mi guarda, mi sorride e mi urla: “feliz cumple profe Titti” … Sorrido, lo ringrazio per avermi ricordato che oggi sarà un giorno speciale per me anche se non è veramente il mio compleanno. Infatti, oggi si festeggeranno sì i miei 40 anni compiuti a maggio ma soprattutto i miei 10 anni di campi, di vita dentro questa casa.

La mattinata scivola veloce tra preparativi delle attività: c’è chi vola a Torres per una nuova avventura, chi allestisce un ritiro per i ragazzi più grandi, chi va al mercato a comprare le ultime cose per la festa.

Arrivano Marilisa e Jacopo, il mio cuore sorride alla loro presenza qui; tanti sono i momenti che ho condiviso con loro in questa casa e spesso la loro assenza è stata per me difficile in questi anni. Il fatto che siano presenti proprio oggi è un regalo enorme che non speravo davvero di ricevere.

Irrompono poi Judith, Mary e tutta la famiglia che porta con sé palloncini, torte; vengo subito sgridata per la mia presenza in casa e vengo invitata ad uscire e non tornare fino alle tre. Così a pranzo voliamo a Moche, come da tradizione domenicale: maracuja, chicharrón, ceviche ci accompagnano in queste ore di svago per poi salire su un mototaxi, attraversare la Campiña e trovarmi con gli occhi bendati, guidata da Ginny verso la mia camera.

Fremono i preparativi, io mi cambio ma mi è stato vietato scendere, eppure la mia pazienza comincia ad esaurirsi perché sento i bambini cantare, ballare e mi chiedo: “stanno festeggiando senza di me?”.L’attesa è tanta, mi sembra infinita fino a quando Francesco, vestito di tutto punto, mi prende sottobraccio e mi porta fino al comedor. Incredibile la vista che ho davanti: i bambini ordinati nelle loro sedie, i volontari nei loro vestiti “domenicali” quasi irriconoscibili, una tavola imbandita e decorata con girasoli che sono i miei fiori preferiti, tutto curato nel minimo dettaglio.

Judith mi fa sedere al centro della sala, i bambini più grandi si dispongono davanti a me e mi cantano una canzone dal titolo “gracias a ti”. Li guardavo negli occhi e subito davanti è partito come un film di questi anni: rivedevo J., J., R., A., e tutti gli altri quando erano bambini che tenevo in braccio e ora si stanno affacciando al mondo adulto. Questi anni mi hanno cambiato profondamente e per questo che subito la situazione si ribalta e sono io davanti a loro che dico grazie; leggo il mio discorso con il cuore a mille ma senza piangere, segno che ancora sono cresciuta. Racconto dei primi anni, degli insegnamenti ricevuti, delle storie intrecciate con i bambini ma anche con i volontari. Arriva il momento di dire a Kikki quanto sia grata a Dio per ciò che mi ha donato, per il significato che ha per me la sua presenza qui.

E mi lascio alla fine il ringraziamento più dolce, quello verso Mami Tuty, una donna che ha saputo leggermi dentro come solo mia madre sapeva fare, senza la presunzione di prendere il suo posto, ha saputo raccogliere tutte le mie fragilità, riordinarle e ridonarmi una seconda volta alla vita. Non so come sarebbe ora la mia vita senza averla incontrata, di sicuro posso dire com’è ora: piena, con il desiderio di gustarmi ogni istante e di sorridere alle gioie che ogni giorno vivo.

Ma le sorprese non sono finite: eccomi di nuovo in quella sedia al centro; questa volta per vedere un video che i volontari hanno preparato per me. Incredibile quanto amore hanno saputo trasmettermi con le foto di questi anni, con i videomessaggi da tante parti del mondo. Ho riso, gustando le canzoni e le parole di quei minuti che mi facevano viaggiare da un anno all’altro, da una città ad un’altra.

Alla fine, ho pianto quando ho visto che tra i volontari c’erano anche i miei amici siriani. Tante volte ho detto che loro sono il mio Perù in Italia e oggi l’ho vissuto di nuovo. Il loro mescolarsi tra le pagine di questo libro è per me una cosa straordinaria, sentirli cantare per me in italiano, in arabo e in inglese mi ha fatto sentire la loro presenza qua come se appartenessero a questa casa dall’inizio di questi dieci anni. Grazie Ginny per questa carezza che hai preparato per me, so bene il significato che questo regalo ha per tutti voi ed è lo stesso per me.

La serata continua con la festa: i giochi, le candeline e i balli ci conducono fino alla messa serale: nella mia mente e nel mio cuore ci sono le parole di P. Chicco Botta sj: “è meglio sbagliare amando che sbagliare non amando” e nella mia vita ci sono stati tanti errori ma ciò che ha sempre guidato la mia vita è l’Amore verso gli altri e grazie a questa casa ho scoperto anche l’Amore verso me stessa.

 

Titti, 10 anni di Caef, Cagliari

Commenti

pulmino giallo

quando metti così tanto amore in qualcosa non può che restituirti questa bellezza!ti abbraccio forte forte, abbraccio tutta la nostra casa

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