Día 9 – Esto que soy, eso te doy

Ciao a tutti!
Sono Pietro, ho 21 anni e vengo da Roma, dove frequento, da anni, il MEG (movimento eucaristico giovanile) presso la parrocchia di San Saba.
Oggi per me è un giorno speciale e, per questo, sono felicissimo di scrivere il blog!
Mentre io sono qui in Perù al servizio dei bambini del CAEF, molti dei miei compagni universitari (o sarebbe più opportuno chiamarli “fratelli”) frequentanti i gruppi ignaziani sono appena arrivati a Santiago dopo quasi un mese di cammino al servizio dei ragazzi liceali delle scuole dei gesuiti. Bellissimo vedere come siamo fisicamente lontani ma uniti tutti quanti dalla volontà di metterci al servizio per gli altri!
La giornata di oggi è iniziata con la solita sveglia particolare che ormai ci accompagna da circa una settimana: le solite urla dei bambini del Caef, i loro capricci, pianti, le loro risate, sorrisi… Non immaginate quanto, vederli tutti insieme nel “ salón de video”, mi dia ogni mattina la voglia, il desiderio, la forza di iniziare una nuova giornata e di andare avanti cercando di dare il massimo per loro.
Dopo la preghiera iniziale e una buona colazione abbiamo ripreso le attività con i bambini, divisi nei diversi gruppi di lavoro. Io sono nel gruppo dei bambini “medi” (tra gli 8 e gli 11 anni) insieme a Chiara, Carola e Laura. Il lavoro che abbiamo proposto ai bambini, dopo una mezz’ora di riscaldamento iniziale, è stato quello di disegnare su un foglio uno sport, un’attività che più amano fare e, dopodiché , abbiamo riportato i loro disegni su una parete della casa, utilizzando le tempere. (ne è venuto fuori una specie di murales).

Finite le attività della mattina, abbiamo pranzato tutti insieme nel “comedor”. Anche oggi, ci è toccato il solito pasto a base di riso. Inoltre, essendo sempre uno degli ultimi a finire di mangiare, sono stato “vittima” delle prese in giro dei bambini, i quali mi hanno addirittura cronometrato per vedere quanto tempo, dopo di loro, avrei finito di mangiare (non vi dico i risultati della misurazione…) Nonostante tutto, è stato un momento molto divertente!

Nel pomeriggio abbiamo avuto una mezza giornata “libera”. Alcuni di noi, ne hanno usufruito per andare a visitare il centro della città; altri il sito archeologico “Huaca del Sol y de la Luna”.

Io ho preferito rimanere a casa per sistemare alcune cose. È in questo tempo che ho vissuto il momento più bello della giornata! Passando per il “salon de video”, ho incontrato un’educatrice del CAEF, la quale mi ha chiesto una mano per fare addormentare F. (un bambino di 3 anni con il quale si è creato un rapporto speciale). Dopo 5 minuti mi sono ritrovato seduto sul divano con F. che dormiva in braccio a me. Vedere la sua manina poggiata sul mio petto all’altezza del cuore, la sua testa sulla mia spalla, sentire il suo respiro leggero, mi ha trasmesso una sensazione di pace e serenità che mai avevo provato prima di allora. Siamo rimasti cosi per circa un’ora e un quarto. Sarei rimasto lì per molte ore ancora.

Pensavo di venire in Perù per donare tutto me stesso ai bambini… lo sto facendo, ma l’unica cosa certa è che tutto quello che sto ricevendo gratuitamente da loro non sarà mai abbastanza rispetto a quello che io possa donare a loro. Da quando sono arrivato qui, non faccio altro che chiedermi in che modo possiamo noi volontari, renderci sempre più utili, fare qualcosa per migliorare o cambiare le situazioni tragiche di questi bambini. Probabilmente non troverò mai una risposta, in quanto non credo che ci sia. Una cosa della quale, però, sono sicuro è che, come abbiamo cantato nella messa del tardo pomeriggio (alla quale hanno partecipato anche i bambini del CAEF), “te ofreceremos esto que somos, esto que soy, eso te doy”.

Pietro, 21 anni, Roma

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