Día 7 – Rimane solo l’amore

 

La giornata inizia, come sempre, con una preghiera tutti insieme ed una desideratissima colazione, che ormai sa sempre più di casa ed ha un sapore sempre più dolce. Al Caef, infatti, la colazione si fa in modo speciale: condividendo tutto fino all’ultima briciola di pane, mangiando la palta (avocado), chiacchierando un po’ con tutti e, soprattutto, con la vista dei bambini più piccoli nel cortile di fronte la cucina. Dopo avere mangiato pane e guacamole, si gioca quindi un po’ insieme ai bambini tra abbracci e sorrisi e un po’ di “vueltas”. È uno dei momenti della giornata che mi riscalda il cuore, e così non si pensa più al fatto che la sveglia è suonata così presto. Si pensa solo ad essere lì, in quel momento.

Oggi, in particolare, è un giorno importante per tutti: è il primo giorno di attività con i bimbi del Caef e di Torres, e dal volto di ciascuno di noi trapela infatti tanta trepidazione. Io sono molto emozionata, perché sono nel gruppo di Torres e mi chiedo se sarò in grado di gestire i bimbi della “escuela sabatina” dove saremo “profesores” per le prossime settimane, ma soprattutto mi chiedo come sarà addentrarsi in questa realtà per me nuova. Durante tutto il tragitto attraverso la campiña e poi sul moto taxi ho continuato a chiedermi se sarei riuscita a dare il massimo, a farli divertire ma soprattutto ad essere di esempio per i bimbi e ad insegnare loro qualcosa.

Devo ammettere che all’inizio ero terrorizzata, ma seguendo l’esempio dei vecchi volontari con più esperienza tutto è andato bene. Giocando con i bambini, poi, le ansie sono sparite a poco a poco, e ad un certo punto l’unica cosa che contava era vederli felici e divertiti.

Al termine di questa giornata mi porto due momenti preziosissimi che custodirò gelosamente per sempre. Il primo è il momento in cui siamo andati via da Torres: improvvisamente, mi sono ritrovata con una ventina di bambini aggrappati a me che mi chiedevano quando saremmo ritornati, già impazienti di giocare di nuovo insieme a noi. Il secondo è il momento in cui siamo tornati al Caef poco prima di pranzo: non appena entrata, alcune bambine mi sono venute incontro per abbracciarmi, sorridendo ed esclamando “sei tornata!”. Improvvisamente non ho sentito più niente. Ho dimenticato di avere la sabbia e la terra della canchita di Torres persino dentro le orecchie. Ho dimenticato la fame e la stanchezza. Tutto è sparito. E’ rimasto solo l’amore.

 

Ornella, 22 anni, Palermo

Commenti

Elenina

Grazie Ornella! Mi hai fatto ricordare del mio primo anno a Torres, 11 anni fa quando ero poco più giovane di te. Tra i servizi da fare speravo mi mandassero lì, in quel posto con più polvere che case. E senza che dicessi niente il mio desiderio venne accolto. Ti mancherà quel posto!!

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Elenina

PS. Ma quanto sono bboni i due torinesi con quei cappelli così eleganti??! Beate le volontarie

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