Día 3- Una domenica a Lima

La sveglia oggi è dolce, si aggiunge al nostro viaggio un nuovo volontario: Emanuele, un ragazzo con cui ho già condiviso l’esperienza del campo lo scorso anno e che, in questi mesi che ci hanno visto lontani, ho sempre sentito al mio fianco. Dopo una furtiva colazione, eccoci di nuovo in prima linea a contrattare prezzi per taxi che ci porteranno a Mira Flores, il quartiere più ricco di Lima. La bellezza del Parque del Amor, situato a picco sull’Oceano, non riesce a cancellare il sentimento di rabbia che provo nel vedere grattacieli e vetrine tirate a lucido in una città che ospita anche case arroccate su montagne di sabbia sorte tra macerie e mondezza. Metabolizzo questo sentimento ma faccio subito spazio ad un altro.

È quasi ora di pranzo, ci prepariamo ad incontrare una persona speciale; Y., una bambina del Caef che lo scorso anno ha reso i miei giorni in questo paese pieni di luce, sta per arrivare insieme ai suoi nuovi genitori adottivi. Spiegare a parole cosa ho provato nel vederla serena e felice accanto alla sua famiglia è impossibile, ora come prima mi riesce difficile trattenere le lacrime. Passo gran parte del pomeriggio con lei, posando spesso lo sguardo verso la sua mamma e il suo papà: I loro occhi brillano.

Ringrazio Y. per avermi permesso di entrare nella sua vita, i suoi genitori per avergliene concessa un’altra priva di sofferenza, e, infine, il Caef per averle fatto comprendere a pieno il vero significato di questa.

Il pomeriggio continua all’ Inka Market, uno dei più grandi mercati situati al centro di Lima. Le tonalità accese delle stoffe e dell’artigianato colorano il cielo grigio della città.

Carichi di emozioni, ci riuniamo in cerchio con la voglia di condividerle insieme. Durante la messa, alla domanda “che aspettive hai del campo?”, ognuno di noi prende timidamente parola confidando timori e desideri ad un giorno dalla partenza per il Caef. La mente torna allo scorso anno, ricordo il senso di inadeguatezza e la paura di non essere all’altezza che provavo e che adesso prova parte dei nuovi volontari. Non si è mai del tutto preparati, questo è vero; ciò che rende questa esperienza unica, che ridimensiona e scaccia via paure ed ansie, è il poterla vivere insieme. Mi sento serena come non lo ero ormai da tanto tempo.

Vado a letto con il cuore pieno, il fatidico giorno atteso da ormai un anno è arrivato.. domani si torna a casa <3

Alice, 23 anni Roma

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *