Dia 15- Ridere delle sventure nonostante tutto

Il ferragosto di quest’anno non è stato all’insegna dei falò in spiaggia. Anzi, ad essere proprio sinceri, mai avrei pensato di trascorrerlo così.

Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei ritrovata a testa in giù, nel lavandino dei bagni condivisi, ad aspettare che lo shampoo anti-pidocchi agisse. Il Perù è anche questo.

La giornata è stata, come sempre, talmente piena che è difficile racchiuderla in poche righe. Sono sicura che le foto parlino per me. Sfrutterò la traccia che ci ha accompagnato durante la lunga serata di condivisione.

Le luci e le ombre di questo Perù si intersecano nei miei pensieri. Le ombre sono tutto quello che manca a questi bambini, che si riflette ingigantendo la mia luce che è inevitabilmente la mia famiglia, pilastro fondamentale della mia vita.

Penso alle ragazze del Caef, a chi di loro non ha una madre e poi penso alla mia. Donna forte e strepitosa che si è laureata solo dopo aver cresciuto quattro figli.

Penso alla difficoltà che tutte le bambine hanno nei confronti del genere maschile e poi penso al mio fidanzato, al rispetto e all’affetto che non mi ha mai fatto mancare.

Penso al mio papà che sempre mi proteggerà da ogni male, lo stesso papà che può essere il male di questi bambini.

Penso ai miei fratelli, al nostro essere inseparabili, e ai fratelli che sono qui, c’è chi ancora non si accetta perché rivede nell’altro il dolore che li ha portati fino a qui.

Per proseguire questo insolito ferragosto, il mio pomeriggio è stato all’insegna della chiacchierata con le ragazze. Spiego loro che sono un’ostetrica, che lavoro con e per le donne. Dico loro “quería decirte que puedes confiar en mí y en lo que sea que estoy aquí” con uno spagnolo che fa un po’ ridere e prendendo spunto dalle parole di mia madre quando sono diventata signorina.

Mi piace pensare di aver trasmesso loro qualcosa e che quando tornerò alla mia vita, non sarà stato un discorso fine a sè stesso perché penseranno alle parole della profe Ele. Non dimenticherò mai l’entusiasmo che mi hanno trasmesso, la curiosità nel farmi domande, la fiducia nel raccontarmi i loro segreti.

Il ferragosto più strano della storia, si conclude con la spaghettata tanto attesa. Abbiamo fino all’ultimo rischiato di non farla perché è finito il gas dopo che Titti e un gruppo di volontari hanno passato il pomeriggio a preparare il sugo. Pur di riassaporare la pasta, abbiamo mangiato a mezzanotte. Ma il Perù è anche questo. È ridere delle sventure nonostante tutto.

Ora si è fatto tardi, la sveglia suona fra cinque ore. I bambini aspettano me e Ludovica per accompagnarli a scuola.

Eleonora, 24 anni, Cagliari.

Commenti

Anna maria

Sono Anna la mamma di Eleonora e leggere ciò che sta vivendo mi ha commosso e resa orgogliosa di essere sua mamma. Per questo desidero ringraziare il Signore

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