DIA 21… HAPPY BIRTHDAY CAEF!!!

Oggi è un giorno molto particolare; sono tanti i motivi per cui le nostre menti sono inondate di pensieri, ricordi, immagini.

La sveglia è presto e iniziamo con la messa che mi dà una carica enorme per quello che dovrò affrontare. Segue la preghiera tutti insieme e poi, come ogni sabato ormai, ci dividiamo in due gruppi: Torres e CAEF.

Io parto per Torres, con una busta della spesa piena di patatine, pop corn, caramelle. Oggi è l’ultima nostra visita e il gruppo ha preparato una festa per salutare i bambini. Appena arrivati, subito la prima sorpresa: non c’è la desolazione totale, ma alcuni bambini ci vengono incontro gridando: “Los Italianos!” e ci buttano le braccia al collo. Insieme ad alcuni di loro andiamo a chiamare gli altri e anche oggi giriamo per le strade di Torres ma con la familiarità di chi inizia a sentire i luoghi come propri.

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Dopo la preghiera iniziale, ci dividiamo in due gruppi: i piccoli con i loro animatori giocano mentre i grandi ripercorrono con me, Federico e Jacopo il lavoro fatto in questo mese. Premiamo la scrittrice e l’architetto migliore con un diploma e spieghiamo ai ragazzi il perché di alcuni lavori. Mi colpisce il modo in cui seguono le parole di Federico; interessati, incuriositi e pensierosi su come si sentono trattati da ragazzi della loro età, senza essere troppo piccoli o addirittura adulti. Mi piace il clima che si è creato, anche se dopo un po’ i ragazzi cominciano a fremere per andare a giocare.

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La mattinata prosegue con la festa: balliamo, giochiamo, sfiliamo e la sala del CAEF si inonda di sorrisi, abbracci e desiderio di stare insieme. Arriva anche il momento di condividere le cose da mangiare ed ecco che si formano due file di bimbi che si mettono davanti a noi con le mani aperte per ricevere un bicchiere di Inka Cola o una manciata di patatine. E’ un momento che mi arriva dritto alla pancia; tutte quelle mani intorno, le richieste continue: “otro, otro”, ancora adesso mi emoziona parlarne.

Torniamo da Torres tutti pensierosi, sappiamo che le emozioni che ognuno di noi prova sono profonde e le condividiamo in silenzio guardando dal mototaxi i campi intorno.

Arriviamo al CAEF e troviamo gli altri volontari e gli educatori in fermento per i preparativi per la festa dei 15 anni dell’istituzione. In poche ore la sala si riempie di maschere, impronte di mani e palloncini che creano l’ambiente adatto per ricevere l’invitata d’onore ignara di tutto: Judith. Noi volontari indossiamo tutti le magliette del CAEF e piano piano il cortile è popolato da tutti coloro che hanno raccontato questa storia di 15 anni: educatori, famiglie, bambini e amici.

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Arriva Judith e la sorpresa è riuscita: si emoziona nel salutare tutti, nell’ascoltare le parole di chi le vuole bene, nel vedere il video di Pc e la torta con un’enorme casa disegnata sopra. La festa continua coi balli e i canti e si conclude con il regalo che Judith scarta in cucina: un enorme frigorifero color argento per la casa. E’ una serata bella per la sua semplicità, per il senso di casa che trasmette e che rispecchia ciò che il CAEF ed il Perù è per tutti noi.

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Siamo stanchi ma decidiamo di mangiare un panino tutti insieme e finire il nostro ultimo sabato tra i balli e i canti di un nostro amico peruviano.

Titti

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